TVspenta

CHI SONO

Utente: carloxdaniele
Nome: Carlo
Digital adoptive

Una comunità accademica nell'epoca del Web 2.0

Il testo completo
Le slide

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


Add to Technorati Favorites

del.icio.us

technorati

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 18 marzo 2007

Approssimazione di giudizio

Sicuramente, quelli tra voi che sono più attenti alle questioni della blogosfera avrenno letto della polemica innescatata da Franco Carlini, nel suo articolo L'illusione della democrazia attraverso i blog.

Riporto a mia volta le affermazioni di Carlini:

Sulle forme della democrazia e ancor più sull'illusione del voto in rete su ogni possibile decisione, la discussione è finita da tempo, dopo le ventate tecno-utopiche dei primi anni '90 e chi frequenti l'insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all'insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da». Ma fai il tuo mestiere, viene da dire: dammi le notizie e il loro contesto, ché delle tue telefonate mi importa assai.

Probabilmente queste affermazioni sono dettate più da una reazione impulsiva che da un'attenta riflessione sul fenomeno della blogosfera. La reazione è quella tipica dei giornalisti di stampo tradizionale, che cominciano a soffrire un po' di manie di persecuzione.

Concordo con l'autore sul fatto che molti bloggers (anche giornalisti) siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all'insulto, approssimativi nei giudizi, ma sono perplesso di fronte ai presupposti delle sue affermazioni.

Prima di tutto, queste presuppongono che nei circuiti tradizionali dell'informazione esista un giornalismo obiettivo, capace di riportare i fatti, cioè ciò che è importante per la maggiornanza dei lettori/ascoltatori, ciò che si dice faccia notizia.

Eppure, Niklas Luhman afferma che, attraverso le notizie e i reportage, i mass media diffondono la falsità sotto forma di dati. Ciò che entra nel sistema dei media tradizionali è solo quell'informazione che, generando una rottura con una stato precedente, può essere presentata come novità.

Ma la realtà si riduce a questo?

In assenza di eventi che facciano notizia, allora si fabbrica qualcosa di nuovo. E si assiste, così, quotidianamente, al cicaleccio della politica (ovunque nei media tradizionali); diventa fondamentale sapere esattamente quanti morti ci sono stati ieri in Iraq e in Afganistan; determinante è sapere quali vip sono stati coinvolti nei recenti scandali. E che mi dite della Franzoni?

Questa è la realtà del giornalismo tradizionale. E questo è il frutto di un sistema ermeticamente chiuso ad ogni reazione da parte del pubblico, un sistema di comunicazione monodirezionale. La "letterina al direttore", opportunamente selezionata dalla redazione, non è segno di apertura, ma entra nello stesso schema autoreferenziale.

Detto questo, ritengo che la blogosfera sia senza dubbio più legata alla realtà del sistema dell'informazione tradizionale, semplicemente perchè, per definizione, è un sistema in cui si discute apertamente e liberamente di qualsiasi argomento. Nei media tradizionali, invece, entra solo quello che decide la redazione, previamente modificato in base ai suoi orientamenti politici e ideologici ed in base alle sue capacità economiche e organizzative.

Dunque, se il giornalismo esiste, sicuramente non lo si trova nei media tradizionali, anche quando gli stessi media tradizionali ci dicono che quello è giornalismo di qualità. Ma, allora, il giornalismo che vorrebbe Carlini, esiste o è un'invenzione dei mass media?

Infine, perchè, per conoscere la realtà che ci circonda, bisogna rimanere ancorati ad un modello di comunicazione stantio, limitato, mono-direzionale e gerarchico? Dalle polemiche a toni forti che il nostro autore condanna con una certa veemenza, e con una buona approssimazione di giudizio, molto probabilmente si può apprendere sulla realtà molto di più di quanto non sia possibile dalle sue fonti "altamente professionali", perchè viene fuori dalle esperienze di ognuno dei partecipanti alla discussione, sia pure se animata, approssimativa e non giornalistica.

Cosa dire poi della democrazia? Vivere in un paese democratico significa andare a votare dopo essersi fatti le proprie opinioni sentendo il tg delle 20. Almeno questa è l'idea corrente in tv, e, a quanto pare, nei presupposti delle affermazioni di Carlini. Eppure, forse, le cose non stanno proprio così. Onde evitare di essere approssimativi nei giudizi, sarebbe opportuno riflettere sulle considerazioni di alcuni tra i più attenti osservatori delle cose della Rete. Lascio qui il link ad una citazione di Loris Lawrence Lessig, lasciata tempo fa da B. Parrella su politicaonline.

Altre reazioni le trovate qui e qui.

P.s.: questo blog non ha nessuna ambizione giornalistica

postato da: carloxdaniele alle ore 13:23 | link | commenti (14)
categorie: politica, internet
lunedì, 05 marzo 2007

Consigli di lettura

A proposito del Tonino virtuale, vi consiglio il post di barboun.

postato da: carloxdaniele alle ore 19:55 | link | commenti (2)
categorie: politica, internet
mercoledì, 28 febbraio 2007

Di Pietro virtuale

Antonio Di Pietro stavolta ha proprio esagerato: è andato a finire su Second Life!

postato da: carloxdaniele alle ore 19:46 | link | commenti (9)
categorie: politica, internet
lunedì, 19 febbraio 2007

Mitico Di Pietro


postato da: carloxdaniele alle ore 17:04 | link | commenti
categorie: politica