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martedì, 17 aprile 2007

La saggezza della folla

Il titolo di questo breve post poteva essere anche "La saggezza di Amazon".
Ho provato a vedere quali libri consigliasse Amazon ai lettori di "The long tail" di Chris Anderson (tradotto in italiano col titolo "La coda lunga"). Il suggerimento è stato "The wisdom of the crowd" di James Surowiecki, libro di cui ho sentito spesso parlare in internet, ma di cui non ero a conoscenza della pubblicazione in lingua italiana.
Una volta ottenuto il suggerimento di Amazon, ho inserito il nome dell'autore (James Surowiecki) su lafeltrinelli.it, e ho scoperto che, l'anno scorso, "The wisdom of the crowd" è diventato "La saggezza della folla".

A questo punto non mi rimane che ordinarlo ...

postato da: carloxdaniele alle ore 17:45 | link | commenti (3)
categorie: libri, internet
sabato, 31 marzo 2007

Letture

Nell'ultimo anno ho comprato pochi libri. Prima di tutto perchè, tra un po', non avrò più dove metterli. Poi perchè dovevo smaltire un bel mucchio di volumi acquistati e mai letti per mancanza di tempo. Infine, perchè negli ultimi mesi sono stato travolto dagli eventi ed ho avuto poco tempo da dedicare alla lettura.

Sto cercando, un po' alla volta, di riprendere la buona vecchia abitudine di dedicarmi con costanza alla ricerca e alla lettura. Non credo che riuscirò mai più a tenere la media di un libro a settimana, come ho fatto fino ad un anno fa, ma almeno un paio di libri al mese vorrei concedermeli.

Così, ho fatto una scappata in libreria e ne ho scelti due: il primo lo stavo corteggiando da un bel po', ma non mi decidevo a comprarlo per i suelencati motivi. Poi, finalmente, mi sono deciso: Nick Hornby, Alta fedeltà. Ne ho letto metà in due giorni, e, quando l'avrò finito, già so che mi dispiacerà di averlo finito.

L'altro titolo è un po' più impegnativo, ma più importante per i miei progetti a breve termine: Chris Anderson, La coda lunga, finalmente tradotto in italiano. Ho già una certa idea degli argomenti trattati, ma mi è assolutamente necessario come spunto di riflessione e approfondimento.

postato da: carloxdaniele alle ore 16:40 | link | commenti (11)
categorie: libri
venerdì, 06 ottobre 2006

Gli alberi delle conoscenze

Mi sono beccato l’influenza. È la scusa che ho trovato per non aver aggiornato il blog da un bel po’ di giorni.

In questi giorni ho fatto il mio penultimo esame, ho finito di leggere il ciclo della “Fondazione†di Asimov, sto rileggendo il materiale bibliografico che ho accumulato in questi anni, sto lavorando accanitamente al sito del corso di laurea (e non solo a quello). E sono di nuovo immerso in un libro di Pierre Lévi: Cybercultura. Meno teologico, antropologico e filosofico rispetto al precedente, “L’intelligenza collettivaâ€, quindi più pragmatico, e per questo più ricco di spunti applicativi, specialmente per quel che riguarda il concetto degli “alberi delle conoscenzeâ€.

Secondo Lévi, un albero delle conoscenze è uno schema, un modello organizzativo in base al quale organizzare i complessi di conoscenze distribuite all’interno di un collettivo. Tale struttura deve rendere accessibili i nodi dove si accumulano le conoscenze – che sono i membri del collettivo – in qualunque momento, da qualunque luogo, a qualunque individuo, interno o esterno alla struttura.

In una struttura didattica, ad esempio, nel tronco si trovano i docenti, che dovrebbero essere i portatori della conoscenza di base, sui rami si collocano gli studenti, che sono portatori di conoscenze specifiche. Un’organizzazione sufficientemente chiara consente la circolazione del sapere e la sua immediata accessibilità, in una comunità dove tutti insegnano a tutti e tutti apprendono da tutti (almeno in potenza).

Utopia? No!!! Sto creando, per il sito del mio corso di laurea, una struttura ramificata di nodi attorno ai quali si coagula qualche forma di sapere. Da questi nodi partono le connessioni per altri nodi e forme di sapere. Più che un lavoro di programmazione (comunque gravoso), è un lavoro di riflessione, di scelta di legami e connessioni. Adesso sorge una domanda: «Come si legittima il sapere?», o meglio, «chi riconosce la sua validità per la comunità?».
Beh, forse il classico pezzo di carta (la laurea intendo) non serve a gran che. Forse solo il riconoscimento, da parte dei pari, della validità del sapere di cui si è portatori può essere un valido sistema di legittimazione.

Comincio a sentirmi un po’ come una cavia dei miei stessi studi: sto provando su me stesso ad applicare i concetti di sapere complesso di Edgar Morin e dello stesso Lévi, ma ve ne parlerò in un prossimo post. Ho bisogno di riflettere…

postato da: carloxdaniele alle ore 10:17 | link | commenti (7)
categorie: libri, universita
lunedì, 14 agosto 2006

L'intelligenza collettiva

L’ho finito. L’ho letto per la seconda volta, e anche questa volta è stata un’esperienza. Non è una lettura facile, non per il modo di scrivere, estremamente semplice e lineare, ma per i concetti espressi, che richiedono attenta riflessione.

Parlo dell’Intelligenza Collettiva di Pierre Lévy. Ne ho già parlato in passato, ma ripropongo l’argomento perché ritengo questo libro un contributo indispensabile alla comprensione dell’umanità delle Reti. Tengo a sottolineare la parola umanità, perché Lévy analizza il fenomeno dell’intelligenza con un approccio umanistico globale, spaziando dall’aspetto sociale a quello politico, da quello economico a quello teologico, per soffermarsi, forse maggiormente, sull’aspetto antropologico.

Parla di democrazia diretta, Pierre Lévy, parla di partecipazione politica totale, di consapevolezza ed esaltazione della diversità. E parla dell’uomo, delle sue infinite esperienze e delle sue infinite possibilità di contribuire alla crescita della collettività, o meglio, dell’intellettuale collettivo. Sotto questa luce ogni spreco di ricchezza umana, intesa come esperienza, conoscenza, emozione, è una perdita per l’umanità: la stessa disoccupazione è uno spreco di ricchezza umana, ma non dal punto di vista economico, come una lettura poco attenta potrebbe suggerire, ma dal punto di vista dell’intellettuale collettivo, del capitale culturale e umano globale.

Insomma, ritengo “L’intelligenza collettiva†la prima e più importante lettura per chiunque voglia avvicinarsi al tema della collettività pensante (la noosfera di Theilard) e delle possibilità offerte dalle Reti in questo ambito.

Ma la collettività pensante è un’utopia? Forse sì, almeno a questo stato delle cose; forse no, in una prospettiva futura e non eccessivamente generalizzata.


postato da: carloxdaniele alle ore 13:20 | link | commenti (6)
categorie: libri, bibliografia