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giovedì, 21 settembre 2006

Innovazione e fannulloni

Si fa un gran parlare, in queste settimane, delle dichiarazioni del prof. Ichino sui fannulloni della pubblica amministrazione. A prima vista l’argomento sembra non essere calzante in queste pagine, vista la linea editoriale che mi sono dato. Ma solo a prima vista.

Sicuramente è vero che il lavoro è poco produttivo nella p.a. italiana. E sicuramente è vero che c’è una buona percentuale di lavoratori che lavorano poco. Ma le generalizzazioni costituiscono sempre una pratica sbagliata, e in questo caso sono una vera e propria eresia.


postato da: carloxdaniele alle ore 11:25 | link | commenti (9)
categorie: innovazione
lunedì, 11 settembre 2006

Castells

Il problema è che non a tutti è chiaro il potenziale di libertà insito nella Rete, il suo enorme valore; soltanto le generazioni più giovani lo capiscono. Purtroppo però sono i più anziani, lontani da Internet e dalla sua mentalità, ad avere il potere. I giovani hanno solo i sogni


Manuel Castells

postato da: carloxdaniele alle ore 12:00 | link | commenti (2)
categorie: internet, innovazione, documenti online
mercoledì, 06 settembre 2006

Pensioni e innovazione

Mi sono ripromesso di non parlare di questioni politiche in questo blog. Cercherò di essere coerente, quindi eviterò di parlare di “pensiero a una dimensioneâ€.

La questione è “la pensioneâ€.

Indipendentemente dall’equità sociale di un eventuale provvedimento di “ulteriore†innalzamento dell’età pensionabile, che non sarebbe assolutamente necessario se in Italia il 50% del reddito prodotto non evadesse il fisco, ritengo che un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile sarebbe disastroso per l’economia del paese.

È una questione accennata solo da alcuni osservatori internazionali. In Italia nessuno ne parla, anche perché affrontare il discorso in questi termini significherebbe ammettere la propria incapacità di gestire il problema.

In Italia regna la gerontocrazia. Chi occupa posizioni di sia pur minima responsabilità ha sempre oltre 50 anni. Lo vediamo soprattutto nella pubblica amministrazione, dove le posizioni gerarchiche si scalano quasi esclusivamente per anzianità. Quali le conseguenze? Se consideriamo che la maggiore capacità innovativa, nonché la maggiore produttività nel lavoro, si manifesta in media fino ai 45 anni, ne consegue che il permanere oltre una certa età al lavoro ha conseguenze negative sulla produttività e sull’innovazione del sistema.

Manuel Castells, nel suo “La nascita della società in reteâ€, fa presente che la capacità di sfruttare appieno le nuove tecnologie è propria dei più giovani non solo per una maggiore freschezza mentale, ma soprattutto perché questi ultimi hanno potuto formare i propri schemi mentali in un ambiente permeato proprio dalla tecnologia. Chi si è formato 30 anni fa non sarà capace di gestire allo stesso modo l’innovazione e la tecnologia moderna perché non avrà sviluppato il modo di ragionamento di chi è nato all’interno del “brainframe†(cito De Kerckhove) delle I.C.T.

Se stanno così le cose, chi adesso ha le capacità di comprendere e gestire l’innovazione accederà al mondo del lavoro, e al suo interno a posizioni di responsabilità, sempre più tardi.

Un innalzamento dell’età pensionabile, in via diretta o indiretta (con incentivi e disincentivi), renderebbe cronica questa situazione (nonché iniqua socialmente).

Invece di ritardare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, bisognerebbe fare in modo di favorire il deflusso degli anziani (non come avviene, però, nel settore provato, dove vi sono spesso pressioni poco ortodosse per mettere a riposo gli anziani), favorendo una flessibilità maggiore soprattutto all’uscita e non all’ingresso nel mondo del lavoro, ovviamente con le dovute garanzie.

postato da: carloxdaniele alle ore 09:28 | link | commenti (2)
categorie: innovazione
domenica, 27 agosto 2006

Scimmie

Dapprima questi nuovi congegni di registrazione e di riproduzione hanno confuso la mente e permesso le utilizzazioni più indiscriminate, ché non si può dire che li abbiamo utilizzati saggiamente e magari efficacemente. Ma essi pongono l'esigenza di un nuovo rapporto tra il fatto e la sua testimonianza, tra le cose della vita e la loro annotazione collettiva, soprattutto postulano una sensibilità più sottile ed una più alta intelligenza. Se finora queste invenzioni hanno fatto sì che ci comportassimo come scimmie è perché noi siamo ancora delle scimmie.


Lewis Mumford


postato da: carloxdaniele alle ore 08:49 | link | commenti (2)
categorie: varie, innovazione