Ho scoperto
Ivan Illich per caso, ma è stata senza dubbio una scoperta illuminante.
“
Descolarizzare la società ” è uno di quei libri che lasciano una traccia, che costituiscono un invito alla riflessione che si protrae nel tempo, molto dopo la lettura. Illich svela al lettore l’enorme potere delle istituzioni scolastiche nella conservazione dello status quo sociale. Svela al lettore come l’istruzione istituzionalizzata crei i presupposti per una stratificazione sociale che si autolegittima e si perpetua nel tempo in virtù del riconoscimento generale dell’istituzione.
Gli emarginati, per Illich, sono tali perché esclusi dal sapere istituzionalizzato. L’imporre agli stessi emarginati il valore determinante del sapere istituzionalizzato, legittima ai loro stessi occhi l’emarginazione di cui sono vittime.
E allora Illich auspica l’abbattimento delle istituzioni scolastiche e accademiche, perché solo liberando il sapere dalla forza vincolante di ogni istituzione si può sperare sul serio di abbattere le disuguaglianze sociali.
Non è chiaro? Illich afferma che l’istituzione spaccia l’insegnamento per il sapere, volendo significare che l’ascesa sociale è garantita solo a chi può permettersi una più lunga permanenza all’interno dell’istituzione e all’interno di quelle istituzioni che godono di maggiore legittimazione.
Già da tempo si va dicendo che la scuola ha smarrito il suo ruolo guida nella diffusione del sapere, soprattutto ad opera dei mass media, maggiormente in grado di offrire modelli comportamentali idonei a favorire l’accettazione sociale nel gruppo di riferimento. Ma i mass media tradizionali sono portatori di una nuova cultura della conservazione e dell’esclusione sociale, pertanto non possono essere considerati come reali mezzi di innovazione e diffusione del sapere.
Eppure oggi abbiamo gli strumenti per abbattere le mura dell’istituzione scolastica senza lasciare all’informazione televisiva il ruolo determinante nella diffusione del sapere. Ovviamente mi riferisco alla Rete.
Allora, abbattere le mura dell’istituzione scolastica significa rendere la scuola totalmente permeabile ad ogni forma di sapere ad essa esterno, e contemporaneamente rendere la scuola in grado di trasmettere il suo sapere a chiunque e gratuitamente. Le istituzioni culturali, dunque, non dovrebbero più fondarsi sull’idea di avere il monopolio della conoscenza, ma dovrebbero porsi come guide, senza pensare di poter escludere forme inedite di sapere solo perché non riconosciute dalla burocrazia ministeriale, e per di più aprendosi al dialogo e alla critica col mondo esterno.