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sabato, 31 marzo 2007

Letture

Nell'ultimo anno ho comprato pochi libri. Prima di tutto perchè, tra un po', non avrò più dove metterli. Poi perchè dovevo smaltire un bel mucchio di volumi acquistati e mai letti per mancanza di tempo. Infine, perchè negli ultimi mesi sono stato travolto dagli eventi ed ho avuto poco tempo da dedicare alla lettura.

Sto cercando, un po' alla volta, di riprendere la buona vecchia abitudine di dedicarmi con costanza alla ricerca e alla lettura. Non credo che riuscirò mai più a tenere la media di un libro a settimana, come ho fatto fino ad un anno fa, ma almeno un paio di libri al mese vorrei concedermeli.

Così, ho fatto una scappata in libreria e ne ho scelti due: il primo lo stavo corteggiando da un bel po', ma non mi decidevo a comprarlo per i suelencati motivi. Poi, finalmente, mi sono deciso: Nick Hornby, Alta fedeltà. Ne ho letto metà in due giorni, e, quando l'avrò finito, già so che mi dispiacerà di averlo finito.

L'altro titolo è un po' più impegnativo, ma più importante per i miei progetti a breve termine: Chris Anderson, La coda lunga, finalmente tradotto in italiano. Ho già una certa idea degli argomenti trattati, ma mi è assolutamente necessario come spunto di riflessione e approfondimento.

postato da: carloxdaniele alle ore 16:40 | link | commenti (11)
categorie: libri
giovedì, 29 marzo 2007

La riduzione sociale della complessità con del.icio.us

Dal mio network su del.icio.us, stamattina mi viene segnalato questo interessante articolo sull’information overload. Paolo risolve il problema con il suo aggregatore, dicendo, secondo me a ragione, che non è più necessario prendere tutti i salmoni che passano, l'importante è selezionare bene il fiume ed essere sicuri che quando serve i salmoni ci siano.

La soluzione che ho trovato io è un po’ diversa. Uso con meticolosità gli strumenti messimi a disposizione da del.icio.us. Non mi riferisco, ovviamente, al semplice bookmarking, ma agli strumenti di networking della piattaforma.

Creare con cura una rete di soggetti con cui condividere le risorse, significa avere a disposizione un archivio, continuamente aggiornato, che raccoglie i frutti delle navigazioni di tutti i soggetti inseriti nella rete. Una volta individuato un numero ragionevole (secondo alcuni, 12 dovrebbe essere il numero giusto) di individui che riteniamo ben informati sugli argomenti di nostro interesse, il gioco è fatto: nella sezione "network" del nostro account rimarrà traccia delle attività registrate su del.icio.us da ognuno dei soggetti selezionati.

Delle "subscriptions" ho parlato in un post precedente. Qui ritorno sul concetto solo per fare una differenza con le risorse del "network". Il network raccoglie tutti i link salvati su del.icio.us dai soggetti inseriti nella rete, mentre le subscriptions raccolgono i link etichettati con singoli tag, da parte individui precisi (solo se volete. Si può scegliere solo il/i tag, e allora ecco la selezione delle risorse dell’intera comunità etichettate con quel preciso tag).

Se il network ci dà una selezione potenzialmente molto ampia di link (l’ampiezza dipende esclusivamente dagli interessi dei soggetti inseriti nel network), le subscriptions ci danno una selezione in profondità delle risorse inserite nella piattaforma.

È opportuno, ovviamente, fare delle riflessioni sul modo in cui si scelgono i soggetti da inserire nel network e i tag (e/o i membri) inseriti nelle subscriptions, per ottenere il massimo della selezione e un buon equilibrio tra ampiezza e profondità delle informazioni.

Il network funziona bene solo se i soggetti inseriti nella rete usano del.icio.us con competenza e precisione. La chiara descrizione delle risorse salvate e un accorto tagging, uniti ad una buona competenza sugli argomenti di interesse, diventano una miniera inesauribile di risorse, filtrate da altri per noi e valutate socialmente nella loro rilevanza (vedi folksonomia).

postato da: carloxdaniele alle ore 12:24 | link | commenti
categorie: informazione, delicious
lunedì, 26 marzo 2007

You

Nel recente dibattito sulle affermazioni di Carlini, siamo stati molto critici nei confronti del giornalismo tradizionale. La mia posizione non era per principio contro i giornalisti e il giornalismo, ma nei confronti del giornalismo mediato da giornali e, soprattutto, televisione.

Durante il dibattito, avevo in mente alcuni bloggers, tra cui, senza dubbio, Gaetano. Il motivo era semplice: i bloggers non subiscono il filtro politico/economico/organizzativo delle redazioni e parlano liberamente di ciò che gli va.

Ovviamente, gran parte dei blog non sono altro che diari personali, quindi non possono essere definiti giornalisti quei bloggers che, come me, usano la Rete in modo molto personale. Eppure, dalla blogosfera emerge una realtà, o almeno un aspetto della realtà, profondamente diverso dalla "realtà dei mass media". QUale realtà sia più "reale", lo giudichi ognuno per se. La mia idea personale l'ho data in passato.

Per questo ho lanciato a Gaetano un'idea: perchè non andare oltre il testo scritto? Perchè non apriamo un canale tematico su youtube dove poter far confluire in modo organico i contributi dal basso, opportunamente organizzati?

Allora, articolo qui la mia proposta:

1) Aprire un Wiki dove chi lo desidera possa contribuire attivamente alla costruzione del progetto. Nel wiki si discuterebbe della linea editoriale, della creazione di un logo, della definizione di un nome da dare alla "testata", dell'organizzazione dei contenuti (video, testuali e fotografici), ecc.

2) Aprire un blog dove far confluire tutti i filmati, ma dove inserire anche contributi scritti e fotografici (potrebbe andar bene anche irpinia76, già attivo, ma sarebbe meglio aprire un nuovo dominio con il nome del progetto, previamente individuato collaborativamente sul wiki)

3) Aprire uno spazio su flikr per condividere il materiale fotografico

4) Eventualmente, aprire un account su del.icio.us per condividere risorse ipertestuali

5) Aprire, ovviamente, lo spazio su youtube

6) sponsorizzare l'iniziativa su tutti i blog dei partecipanti e simpatizzanti (e, se possibile, anche altrove)

7) Autofinanziare il progetto con google adsense

Questa è l'idea. Gaetano si è subito detto d'accordo. Adesso aspettiamo altre adesioni.

postato da: carloxdaniele alle ore 12:27 | link | commenti (25)
categorie: internet, mass media
venerdì, 23 marzo 2007

Mutatis mutandis ...

Gli effetti della tecnologia non si verificano al livello delle opinioni e dei concetti, ma alterano costantemente e senza incontrare resistenza, le reazioni sensoriali o le forme di percezione. La stampa, ad esempio, creò l’individualismo e il nazionalismo. L’analisi dei contenuti non aiuta a scoprire la magia del medium e la sua carica subliminale.
L’accettazione docile e subliminale della loro influenza ha trasformato i media in prigioni senza muri per gli uomini che ne fanno uso. Un uomo non è libero se non vede dove sta andando, anche se ha un’arma che può aiutarlo ad arrivarci. I media sono delle poderose materie prime. La società che dipende da poche materie prime sarà economicamente instabile, ma è all’opposto per quanto riguarda la condizioni socio-psicologiche della popolazione. Una società che deve fare affidamento su poche merci le considera strumento di coesione sociale, nello stesso modo in cui la metropoli considera la stampa.
Radio e TV diventano cariche fisse dell’intera vita psichica della comunità.


Marshall McLuhan

postato da: carloxdaniele alle ore 13:00 | link | commenti (4)
categorie: mass media
mercoledì, 21 marzo 2007

Tesi 2.0

Vorrei segnalare un'interessante iniziativa di Antonio Volpon, che sta raccogliendo tesi di laurea sul "web 2.0, ovvero il social networking, il grassroots journalism, il blogging o le tecnologie (ajax, rss)".

L'iniziativa è interessante, soprattutto perchè vuol far emergere contributi alla comprensione del fenomeno che, molto probabilmente, non sarebbero mai conosciuti.

I link ai post di Antonio sono qui e qui.

postato da: carloxdaniele alle ore 07:16 | link | commenti
categorie: universita, web 20
domenica, 18 marzo 2007

Approssimazione di giudizio

Sicuramente, quelli tra voi che sono più attenti alle questioni della blogosfera avrenno letto della polemica innescatata da Franco Carlini, nel suo articolo L'illusione della democrazia attraverso i blog.

Riporto a mia volta le affermazioni di Carlini:

Sulle forme della democrazia e ancor più sull'illusione del voto in rete su ogni possibile decisione, la discussione è finita da tempo, dopo le ventate tecno-utopiche dei primi anni '90 e chi frequenti l'insieme dei blog, specialmente quelli italiani, potrà avere conferma di quanto poco discorsiva, colloquiale e spesso vuota sia la suddetta blogosfera. Noterà come molti autori siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all'insulto, approssimativi nei giudizi. Persino alcuni tra i migliori giornalisti, da anni nel mestiere e nella rete, quando bloggano, si sentono in dovere di sfoderare fastidiosi toni colloquiali in prima persona, tipo «ho pensato che», «mi arriva una telefonata da». Ma fai il tuo mestiere, viene da dire: dammi le notizie e il loro contesto, ché delle tue telefonate mi importa assai.

Probabilmente queste affermazioni sono dettate più da una reazione impulsiva che da un'attenta riflessione sul fenomeno della blogosfera. La reazione è quella tipica dei giornalisti di stampo tradizionale, che cominciano a soffrire un po' di manie di persecuzione.

Concordo con l'autore sul fatto che molti bloggers (anche giornalisti) siano monomaniacali, autoreferenziali e autocitantesi, sovente pronti all'insulto, approssimativi nei giudizi, ma sono perplesso di fronte ai presupposti delle sue affermazioni.

Prima di tutto, queste presuppongono che nei circuiti tradizionali dell'informazione esista un giornalismo obiettivo, capace di riportare i fatti, cioè ciò che è importante per la maggiornanza dei lettori/ascoltatori, ciò che si dice faccia notizia.

Eppure, Niklas Luhman afferma che, attraverso le notizie e i reportage, i mass media diffondono la falsità sotto forma di dati. Ciò che entra nel sistema dei media tradizionali è solo quell'informazione che, generando una rottura con una stato precedente, può essere presentata come novità.

Ma la realtà si riduce a questo?

In assenza di eventi che facciano notizia, allora si fabbrica qualcosa di nuovo. E si assiste, così, quotidianamente, al cicaleccio della politica (ovunque nei media tradizionali); diventa fondamentale sapere esattamente quanti morti ci sono stati ieri in Iraq e in Afganistan; determinante è sapere quali vip sono stati coinvolti nei recenti scandali. E che mi dite della Franzoni?

Questa è la realtà del giornalismo tradizionale. E questo è il frutto di un sistema ermeticamente chiuso ad ogni reazione da parte del pubblico, un sistema di comunicazione monodirezionale. La "letterina al direttore", opportunamente selezionata dalla redazione, non è segno di apertura, ma entra nello stesso schema autoreferenziale.

Detto questo, ritengo che la blogosfera sia senza dubbio più legata alla realtà del sistema dell'informazione tradizionale, semplicemente perchè, per definizione, è un sistema in cui si discute apertamente e liberamente di qualsiasi argomento. Nei media tradizionali, invece, entra solo quello che decide la redazione, previamente modificato in base ai suoi orientamenti politici e ideologici ed in base alle sue capacità economiche e organizzative.

Dunque, se il giornalismo esiste, sicuramente non lo si trova nei media tradizionali, anche quando gli stessi media tradizionali ci dicono che quello è giornalismo di qualità. Ma, allora, il giornalismo che vorrebbe Carlini, esiste o è un'invenzione dei mass media?

Infine, perchè, per conoscere la realtà che ci circonda, bisogna rimanere ancorati ad un modello di comunicazione stantio, limitato, mono-direzionale e gerarchico? Dalle polemiche a toni forti che il nostro autore condanna con una certa veemenza, e con una buona approssimazione di giudizio, molto probabilmente si può apprendere sulla realtà molto di più di quanto non sia possibile dalle sue fonti "altamente professionali", perchè viene fuori dalle esperienze di ognuno dei partecipanti alla discussione, sia pure se animata, approssimativa e non giornalistica.

Cosa dire poi della democrazia? Vivere in un paese democratico significa andare a votare dopo essersi fatti le proprie opinioni sentendo il tg delle 20. Almeno questa è l'idea corrente in tv, e, a quanto pare, nei presupposti delle affermazioni di Carlini. Eppure, forse, le cose non stanno proprio così. Onde evitare di essere approssimativi nei giudizi, sarebbe opportuno riflettere sulle considerazioni di alcuni tra i più attenti osservatori delle cose della Rete. Lascio qui il link ad una citazione di Loris Lawrence Lessig, lasciata tempo fa da B. Parrella su politicaonline.

Altre reazioni le trovate qui e qui.

P.s.: questo blog non ha nessuna ambizione giornalistica

postato da: carloxdaniele alle ore 13:23 | link | commenti (14)
categorie: politica, internet
sabato, 17 marzo 2007

Non ci credevo

Ma ho provato e il risultato è questo:

google

postato da: carloxdaniele alle ore 11:47 | link | commenti (7)
categorie: varie
venerdì, 16 marzo 2007

Le sottoscrizioni in del.icio.us

A quanto pare, sono pochi coloro che utilizzano del.icio.us nelle sue funzioni avanzate.
Per questo motivo ho pensato di dare alcuni suggerimenti per utilizzare del.icio.us in modo da averne una maggiore utilità.

Prima di tutto, vorrei dare un consiglio di lettura. Questo interessante articolo di Pietro Izzo è un buon punto di partenza per capire meglio il significato del social bookmarking in generale e della piattaforma del.icio.us in particolare.

Molti (la maggior parte degli utenti) usano del.icio.us al posto dei segnalibri del proprio browser. Indubbiamente, è un utilizzo possibile ed ha il vantaggio di rendere disponibili i propri segnalibri da qualunque punto della Rete.

Ma, utilizzando del.icio.us in questo modo, si perde completamente l'utilità della piattaforma.

Ci sono due funzioni, in particolare, che favoriscono una mostruosa accelerazione della nostra capacità di navigazione e selezione delle risorse online: le sottoscrizioni (subscriptions) e il networking (mi scuso per il barbarismo, ma mi riesce difficile tradurre questo termine con una parola sola).

Le sottoscrizioni sono una specie di abbonamento. Qualcosa di simile ai feed rss, ma molto più interessante, perchè le risorse che vengono messe a disposizione dell'utente provengono da fonti non prevedibili, selezionate semanticamente dalla comunità.
Accedendo al link settings, che appare in alto a destra nella vostra pagina personale, nel modulo people, compare il link subscriptions. All'apertura della relativa pagina, noterete un form con due campi di testo: “tag†e “only for this userâ€. Inserite una o più voci all'interno del primo campo, sottoscrivete e andate a vedere cosa compare nella sezione “subscriptions†del vostro del.icio.us. Compaiono tutti i link contrassegnati dalle etichette che avete inserito, man mano che gli utenti della piattaforma aggiornano i loro archivi.

Un esempio: sottoscrivo i tag educazione, scuola, formazione e didattica. Nella sezione subscriptions del mio account apparirà l'elenco completo delle risorse che riguardano questi argomenti aggiornato in tempo reale.

I link non verranno aggiunti automaticamente al proprio archivio, ma lo saranno solo se l'utente decide di salvarli.

Il problema che si pone immediatamente è l'enormità delle informazioni che compaiono. Non mi sembra un gran problema se si utilizzano solo tag in lingua italiana e non eccessivamente generici.

Diverso è il caso di tag in lingua inglese. Effettivamente, è impossibile visualizzare tutto. Io mi limito ad una navigazione casuale nella sezione delle sottoscrizioni. Le scoperte sono frequenti e molto spesso assolutamente imprevedibili.

In un prossimo post vi dirò dell'utilità del network in del.icio.us.

postato da: carloxdaniele alle ore 19:18 | link | commenti (2)
categorie: delicious

Template

Che ve ne pare della nuova veste grafica? Non so decidermi. Forse faccio qualche modifica. Preferite testo scuro su sfondo chiaro o viceversa?

postato da: carloxdaniele alle ore 10:40 | link | commenti (13)
categorie: varie
sabato, 10 marzo 2007

FemCamp

Ancora non siamo usciti dall'ambito delle tecnologie, ma almeno le cominciamo ad affrontare da nuovi punti di vista. Ecco, allora, il FemCamp, che si terrà il 26 maggio prossimo a Bologna. Il tema sarà "le nuove tecnologie per valorizzare le voci, le visioni, le azioni delle donne". Cercherò di partecipare, e spero di incontrare anche qualcuno/a di voi.

postato da: carloxdaniele alle ore 11:04 | link | commenti (20)
categorie: appuntamenti, marcamp