Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico,
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perchè tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perchè fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perchè sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto il male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
Pier Paolo Pasolini
Il progetto a cui sto attualmente lavorando si basa sulla piattaforma CMS Joomla!. L’obiettivo è la realizzazione del portale di una facoltà universitaria.
Allora, cosa offre Joomla! da poterlo impiegare in un lavoro del genere? Cosa si vuole che sia un portale di una facoltà?
La caratteristica più evidente non è data dall’ambiente base di lavoro, ma dalla possibilità di aumentare enormemente le possibilità offerte dal software aggiungendo le cosiddette Joomla! Extensions.
Così al pacchetto iniziale si possono aggiungere un forum, una comunità virtuale, un blog, un’agenda elettronica, un catalogo di videoteca, un negozio virtuale con tanto di gestione di paypal, una biblioteca, una galleria fotografica e/o multimediale, ecc. ecc. ecc. ecc.
Insomma, è qualcosa di tremendo.
Cosa dovrà essere il portale è un bell’interrogativo.
Il mio problema iniziale è stato quello di creare delle funzioni che consentissero:
1. La gestione delle informazioni relative ai vari corsi di laurea
2. La gestione dei vari piani di studio di ogni corso di laurea
3. La gestione di ogni esame dei vari piani di studio
4. La gestione delle date degli esami
5. La possibilità di iscriversi on-line agli esami
6. La possibilità per la segreteria e per i docenti di gestire gli elenchi degli iscritti
7. La gestione degli orari delle lezioni e delle aule
Ovviamente non esistevano extensions che prevedessero queste funzioni. Quindi ho dovuto mettermi a programmare …
Ma, a parte le mie “creazioni”, l’ obiettivo è di creare il portale di una facoltà che non serva solo da servizio agli iscritti, ma che diventi un nodo importante nella creazione e diffusione di contenuti, nella più pura etica hacker (avete letto il bel libro di Pekka Himanen?).
Ovviamente, questi contenuti devono avere un tema centrale intorno a cui ruotare. Nel mio caso, visto che parliamo di corsi di laurea in comunicazione, è la stessa Rete, come strumento di comunicazione e fonte d’informazioni, a fornire gli argomenti.
Quindi, quali funzioni prevedere?
Prima di tutto, Joomla! consente di gestire i newsfeed allo stesso modo di un qualsiasi aggregatore di blog. Quindi largo spazio ai blog dei docenti – e non solo! Oltre ai blog dei docenti della facoltà, vorrei inserire i newsfeed ai migliori blog che ci sono in rete (l’unico dubbio che mi viene è: mi faranno inserire i blog di docenti di altre università?).
Lo stesso discorso vale per le migliori webzines (da sistemare tra i link o tra i newsfeed?).
Offrirei, poi, la possibilità ai docenti di scrivere articoli nei loro rispettivi campi d’insegnamento, con la possibilità, per chiunque o per i soli iscritti al sito, di commentarli. Questa sarebbe un’assoluta novità (credo) per il sito di una facoltà, almeno in Italia.
Ancora, con una portentosa extension chiamata “community builder”, creerei una comunità composta prevalentemente da docenti, ricercatori, ecc. con i riferimenti a tutto il materiale da questi pubblicato, sul sito, in internet o anche stampato. Le possibilità sono infinite.
Per il momento queste sono le idee. Il punto che mi preme sottolineare è questo: visto come il mondo sta cambiando, credo che dei riferimenti per la comprensione della realtà siano importanti. Il sito di una facoltà dovrebbe diventare un punto di riferimento, non solo per i suoi studenti, ma per i tutti nomadi della post-modernità, e quindi per l’intera società. Io mi limito a dare ad altri la possibilità di inserire i contenuti, saranno questi altri (in primis i docenti e i ricercatori) a dover decidere cosa sia importante e ad inserirlo nel sito, e dovranno farlo in maniera assolutamente autonoma.
p.s.: se volete provare joomla, chiedetemi, e vi spiego come fare.
Da un po' di tempo vado ragionando sulle potenzialità della Rete in riferimento alla crescita e diffusione del sapere. Lo spunto di riflessione me l'hanno dato i blog di alcuni docenti universitari, i quali ricorrono spesso e volentieri a CMS di varia origine e complessità come supporto alle attività didattiche e non solo.
Ciò che mi preme sottolineare non è il supporto all'attività didattica, ma la disponibilità delle conoscenze accademiche per chiunque e a nessun costo. Forse il supporto dei blog ai contributi di docenti, ricercatori, scienziati di varia estrazione può contribuire a ridefinire lo stesso ruolo delle università, magari avvicinandole alla realtà di una società mutante.
Ovviamente, il contributo “accademico” non esaurisce le prospettive di ridefinizione della distribuzione del sapere, ma è a questo contributo che intendo far riferimento.
Così leggo con piacere i blog di docenti che partecipano il pubblico dei loro lettori delle proprie esperienze di lettura, delle proprie idee, delle scoperte online. La domanda che mi pongo è: è questo un nuovo modo di insegnare, proprio di una ristretta élite che ha fatto suo il concetto di pensiero complesso di Edgar Morin (E. Morin: Educare gli educatori – EDUP)? Oppure è un atteggiamento che nasce dalla sensibilità individuale di alcuni nei confronti delle trasformazioni sociali (e antropologiche) in atto?
Quindi proporrò di volta in volta i blog di docenti, ricercatori, ecc. che mi capita di leggere. Ovviamente, la maggior parte di questi blog riguarda temi legati alla Rete, mentre discipline più tradizionali non hanno ancora scoperto le possibilità dell'interattività (a quanto mi è capitato di vedere). Questo, tra l'altro, è un vuoto importante: sembra che, a livello accademico, ci sia una sorta di “auto-osservazione” della Rete su se stessa, principalmente in ambito più propriamente tecnico e informatico.
Il blog che propongo in questo post è quello di Antonio Roversi, docente di Sociologia della Comunicazione all'Università di Bologna.
Ovviamente, se qualcuno volesse contribuire segnalandomi blog e siti vari sul modello descritto, sarò lieto di cogliere ogni suggerimento.